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University of Padua – School of Engineering

Department of Civil Environmental and Architectural Engineering

Master Degree Program in Building Engineering – Architecture

Course and Workshop in ArchitectURban Design

Mastrer Degree Final Workshop in ArchitectURban Composition

Il confronto interdisciplinare attorno al tema dell’up-cycling della città esistente è un orizzonte su cui la ricerca architettonica sta sviluppando proposte assolutamente innovative, poiché non sono limitate alla predisposizione di nuovi device (strumenti, per lo più elettronici) o app (abbreviativo di applicazioni, principalmente per dispositivi mobili, come gli smartphone), ma intendono rivolgersi all’educazione della parte immaginativa di progettisti e cittadini.

The interdisciplinary debate on up-ciclyng the existent city is a very interesting horizon for the architectural reserch, on which we are developing some innovative paradigmatic proposals, which are not involving new devices or apps, but they talk to the education of designers and citizens imaginery.

Ieri abbiamo chiacchierato a lungo con gli studenti e i docenti del corso in composizione urbana e architettonica all’Università di Padova (e ringrazio ancora Luigi Stendardo, Luigi Siviero e Stefanos Antoniadis per la splendida occasione e per il dibattito che è spontaneamente emerso sulla visione della città contemporanea) nell’occasione della lezione dell’arch. Silvia Noventa sul suo lavoro di ricerca su Padova e sulle sue infrastrutture. Ne è emersa una bozza di nuovo paradigma (o, se preferite, un metaparadigma, quindi un’apparato filosofico-critico-linguistico in grado di generare paradigmi), tutta rivolta al superamento della prassi di utilizzare le sole funzione come strumento principale di valorizzazione delle parti di città dismesse.

Yesterday, at the School of Engineering of the University of Padua, arch. Silvia Noventa gave a lecture on her research on Padua’s infrastructures. Prof.  Luigi Stendardo, Luigi Siviero and Stefanos Antoniadis (and me) have been talking for hours on a new possible metaparadigmatic vision for the historical-contemporary city, with its abandoned parts, not to use the only design instrument of function (in the way Modernism leading culture had imposed to mechanically planning the city).

L’evoluzione del concetto stesso di paesaggio è indice di questo radicale cambio di prospettiva progettuale. E’ innegabile che il paesaggio e l’uomo abbiano istituito un legame di transfer che permette di riconoscere l’uno tramite l’altro (è così dal Romanticismo, e il Modernismo non ha potuto indebolire questo rapporto, forse l’unico tratto naturale del nostro abitare il pianeta Terra davvero non obliterabile).
Il paesaggio reca traccia sia delle azioni (o intenzioni) antropiche che del rapporto tra differenti scale di progettazione. Inoltre (se pensiamo al Terzo Paesaggio di G. Clement) esso è al contempo memoria e archivio biologico della diversità per la biosfera. Il paesaggio raccoglie quindi una sfida immane: armonizzare le pulsioni e di differenti agenti, di differenti tempi e di differenti ecosistemi. Il focus sul paesaggio (di tempi recenti) rappresenta quindi la valorizzazione di un termine mediano tra il territorio geografico e lo spazio urbano dell’architettura. E per noi, abitanti e progettisti della città diffusa veneta, questo focus è determinante.

The evolution of landscape is a good key to understand this change in urban planning. The interaction between Landscape and Man is, at the same time, physical and psycological. And this fact is almost the real natural relationship we can have with the world we are living in. Landscape is also conceptual, the way it gathers our intentions and actions, but also the superimposition of different planning and disigning scales; it is also a biological memory, an huge plateaux on which all living beings are leaving their foot-steps from the very beginning. We designers can refer to landscape as a medium between territory and place.

Il paesaggio urbano è una specificazione ulteriore del concetto di paesaggio. E le medesime ‘fluidità’ di spazi, tempi, azioni e flussi che animano la dimensione urbana vanno estese al paesaggio urbano come caratteristiche fisiche, creando un concetto ibrido di naturalizzazione dell’artificiale, estendendo al paesaggio urbano quindi anche la caratteristica durata delle cose vive. In tal modo il nostro transito attraverso il paesaggio urbano potrà essere concepito anche in modo emozionale, non sinteticamente funzionale ma sinesteticamente corporeo. C’è una certa eco situazionista in questo: la città è divenuta così articolata al punto che la deriva psicogeografica non è una scelta soggettiva ma una prassi condivisa nel nostro immaginario collettivo. Noi siamo già perduti nella città, tanto vale godersi il viaggio.

Urban landscape is a specification of the concept of landscape. We have to naturalize the artificiality of city, feeling the urban landscape, considering correct also emotions, as design inputs. This has a lot to do with Situationism: urban spaces are so complex that we are in a continuous psychogeographic drift, that has became a social praxis in our imaginery. 
We are just lost in the city, so why don’t we can enjoy the trip?