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Si è inaugurata venerdì scorso (13 aprile 2012) la mostra curata dai Giovani Architetti della città di Padova, dedicata a sei aree particolari della città. Lo spirito dell’iniziativa (rivolta nel 2011 dall’amministrazione alla giovane associazione culturale degli architetti under 45) era quello di ampliare in modo collegiale la riflessione progettuale su quanto già delineato nel Piano di Assetto del Territorio per alcune aree interne alla città ‘consolidata’.
Almeno cinque aree (piazza Azzurri d’Italia all’Arcella, piazza Napoli a Sacra Famiglia, la Caserma Romagnoli a Chiesanuova, piazzale Stanga e la Mandria) ricadono infatti nei perimetri che la Carta delle trasformabilità del PAT definiscono Aree idonee per interventi diretti al miglioramento della qualità urbana e territoriale nella città consolidata. Piazza Eremitani (la sesta area) rappresenta invece un tema differente, trattandosi di un frammento minimo di città ininfluente per gli equilibri metropolitani di Padova ma determinante per compiere, nella città storica, il processo di pedonalizzazione già iniziato con le Z.T.L.

Le sei aree dunque sono state riunite sotto il tema generalista de I Luoghi delle Emozioni, o con l’appellativo di ‘piazze’, ma è stato chiaro fin dai primi studi che esse hanno caratteristiche e modi d’uso differenti (ad esempio in alcune il traffico su gomma ha maggiore influenza, mentre in altre è proprio la sua assenza ad essere elemento critico).

Anche per queste ragioni i primi mesi del workshop ci hanno visti impegnati su due livelli di studio preliminare: il primo (che potremmo definire metaprogettuale) ha dovuto chiarire che cosa significasse progettare parti di una città che si sta attrezzando per una crescita di scala (di rilevanza territoriale, essendo Padova un potenziale crocevia tra l’asse nord-sud e quello est-ovest), definendo quali aree (e quali progetti) dovessero tener conto di questo cambio di dimensioni; il secondo livello doveva invece operare in modo duale, da un lato operando sulla città come fosse (ancora) un organismo-macchina (ovvero facendone una diagnosi e aggiustandone le parti), dall’altro (poeticamente) proponendo un nuovo immaginario (e dunque nuove funzioni ma anche nuovi modi di vedere la città) per Padova.
Per questo una delle ‘isole’ interne all’allestimento propone parte degli schizzi preliminari ai progetti proposti, come un tavolo del lavoro svolto, a cui hanno contribuito in modo determinante le commissioni urbanistiche dei Quartieri coinvolti.

I risultati del workshop vanno letti per ciò che sono: un mix molto articolato di concept (proposti), di progetti a grande scala e di interventi mirati alla realizzazione immediata (su piazza Eremitani, ad esempio). Questa varietà è stata determinata dalla complessità delle aree di progetto e dai differenti approcci progettuali dei professionisti coinvolti. 
I progetti esposti sono stati affiancati alle opere dei fotografi del Progetto Giovani del comune di Padova con l’obiettivo di ricodificare l’immaginario urbano (il vero nocciolo dell’esposizione), il quale passa attraverso la dualità visione-previsione (nell’immaginario la temporalità diviene durata, anche per i progetti più visionari, come quello di S. Antoniadis per piazza Napoli).

Il punto sui risultati (nonché sull’intero iter dell’esperienza del workshop) è rappresentato dall’isola dedicata alle video interviste (realizzate per la maggior parte nel 2012) condotte dall’architetto e video-maker Valeria Fabris. Convinti che il video d’architettura abbia maggior efficacia nel rappresentare, oggi, il progetto e le strategie di intervento sulla città, abbiamo inteso realizzarlo anche per comunicare alla cittadinanza le strategie adottate, la loro unitarietà in una propensione generale alla progettazione partecipata e condivisa.
La cornice dell’Agorà del San Gaetano (in via Altinate) ha ospitato per circa una settimana noi del Gi.Ar.P. in una bella esperienza di allestimento. La mostra continuerà fino a fine maggio, ospitando due conferenze, di Della Puppa (il 20 Aprile, ore 18:30) sui temi della smart-city, della rifunzionalizzazione e del marketing urbano, e di Joao Nunes (il 9 maggio, ore 19:30), architetto e paesaggista.
Non resta che lasciarsi condurre dalla curiosità e vedere (in altri modi) la città. Buona visita.