“Il Terzo paesaggio è un luogo di indecisione per le amministrazioni e per l’utilizzo programmato da parte della società. Gli esseri viventi che lo occupano però – piante, animali, uomini – vi prendono delle decisioni agendo in tutta libertà e ne impiegano spazio e risorse rispondendo all’urgenza del proprio bisogno. Sono sempre, credo, urgenze dettate dalla biologia, niente affatto prevedibili. Ecco perché voglio insistere sulla necessità di ‘prevedere’ uno spazio dell’indecisione – cioè dei frammenti di Terzo paesaggio – in seno alle aree urbane o rurali affidate all’umano governo: voglio mettere in primo piano la necessità di governarne politicamente l’esistenza.” (G. Clement)
Abbiamo parlato a lungo (io ed altri architetti dei Giovani Architetti di Padova) del libro di Clement che ho riportato tra i miei preferiti (è breve, è incisivo, non è buonista nè catastrofico). E la speranza di riuscire a diventare un po’ più giardinieri e un po’ meno strumenti dell’espansione urbana indiscriminata a volte ci appare concreta, plausibile, oltre che necessaria. Come tutte le sovrapposizioni/intersezioni di pensiero e analisi anche il concetto di Terzo Paesaggio impone un momento di stasi progettuale, non dissimile a quell’attesa a cui la ciclicità della natura ci ha abituato da sempre. La nostra modernità (che per alcuni versi ci ricorda continuamente che la ragione delle cose non coincide con le cose, ma con qualcosa d’altro) ci ha imposto di ragionare per separazioni, cercando di salvaguardare i principi ma non gli oggetti, gli strumenti, le cose a disposizione. Questo ha favorito la scienza, ma ci ha portato in un mondo di cose abbandonate, di rifiuti, il junkspace di Koolhaas, senza avere la certezza finale di essere diversi da esse, e dunque con il dubbio (e a volte il rammarico) di essere noi stessi delle cose.

AGENCY E DESIGN DIGITALE – note sull’azione progettuale mediata
(foto di copertina di Laura Petrilli su Unsplash) Introduzione: agency, mediazione e la crisi dell’azione progettuale. Le digitalizzazioni di cultura





